Mindfulness

Cosa non è la mindfulness

Siamo nel bel mezzo della rivoluzione della consapevolezza. Influencer, content creator su YouTube, atleti, erboristi, genitori, studenti… Google e numerose multinazionali offrono corsi di Mindfulness ai loro dipendenti, i libri sull’argomento sono sempre di più, gli hashtag sui social crescono ogni giorno. Se stai leggendo questo post, probabilmente l’idea del concetto di consapevolezza non ti è nuovo o sta suscitando il tuo interesse. Potresti avere delle apprensioni al riguardo e pensare che sia troppo lontano per te, che non hai tempo, che il lavoro e la famiglia ti impegnano tutto il giorno e che sia una cosa solo per chi non ha molto da fare.

Fai un respiro.

Non devi bruciare incenso, sederti a gambe incrociate su un cuscino o iscriverti a un ritiro silenzioso in alta montagna con dei monaci tibetani. La consapevolezza può essere semplicemente uno strumento efficace per la tua preziosa salute mentale, un metodo gratuito e che puoi utilizzare sempre e ovunque, anche mentre sei in coda alla posta o stai aspettando che i tuoi figli escano da scuola.

Se trovi affermazioni del tipo che essere consapevoli del momento presente può migliorare tutto, dalla dermatite alla perdita di peso, passando per la carriera lavorativa e la tua vita sessuale, ferma tutto e prendi le distanze. Inutile girarci intorno, c’è un enorme mercificazione del fenomeno. Ma ciò non toglie che possa offrire dei benefici piuttosto interessanti per vivere al meglio la vita quotidiana.

Certo, non è magia.

È uno sforzo dedicato. Richiede lavoro, soprattutto all’inizio. Ma nel tempo, la consapevolezza diventa semplicemente un modo predefinito di pensare – un modo più sano e più felice – e un modo in cui vivere più da vicino la nostra vita.

Cosa non è la Mindfulness

La consapevolezza non è né religiosa, né spirituale.

Quasi ogni cultura ha pratiche o rituali che incoraggiano e aiutano le persone a sviluppare una consapevolezza del momento presente e del sé interiore, tra cui meditazione, preghiera, yoga, tai chi o Qigong. Dirigere l’attenzione al presente è una parte fondamentale degli insegnamenti buddisti, cristiani, indù, islamici, ebraici e taoisti.

Tuttavia, la consapevolezza non è associata a un particolare orientamento religioso né è in conflitto con alcuno. Non devi meditare con le ciotole tibetane in sottofondo per essere consapevole e per sviluppare un’abilità che può diventare un vero e proprio stile di vita.

Inoltre, la consapevolezza non è automaticamente sinonimo di meditazione. Quest’ultima è “solo” una delle varie pratiche di consapevolezza.

Mindfulness non significa sentirsi sempre “bene”

Lo ripeto sempre, forte e chiaro: qui non troverai il pensiero positivo a tutti i costi. La pratica della consapevolezza ti insegna a riconoscere, sedere e lavorare attraverso i tuoi pensieri e sentimenti. il buono, il cattivo e tutto il resto. Ciò può portare a una vasta gamma di esperienze che vanno da illuminanti rivelazioni a emozioni decisamente sgradevoli. Può diventare qualcosa di disordinato, ma può anche essere meraviglioso.

Solo perché la consapevolezza non ti lascia sempre sorridente, non significa che non tu non la stia facendo bene. Consentire ed esplorare i tuoi sentimenti è salutare, anche quelli meno piacevoli. Entrare in contatto con il tuo mondo interiore attraverso la Mindfulness aiuta ad aumentare la tua saggezza intuitiva e può fungere un po’ da GPS per navigare nella vita.

Anche con una pratica di consapevolezza quotidiana, è normale trovarsi di fronte a sfide e preoccupazioni. Potresti comunque dover fare cose che non ti fanno stare bene. Potresti ancora trovare difficile avere compassione per la tua persona. Potresti ancora scappare dall’intimità con il tuo Io.

Ci possono essere casi in cui qualcuno non ha ancora gli strumenti per affrontare le emozioni inquietanti o opprimenti tirate fuori dalla consapevolezza. In questi casi, sarebbe meglio cercare un aiuto professionale e incorporare la consapevolezza in una terapia psicologica.

La consapevolezza non è complicata

La consapevolezza non deve essere così complessa come alcune filosofie moderne la fanno sembrare.

Di recente ho letto un articolo che suggeriva che se incorporo la Mindfulness nella mia vita come mezzo per raggiungere un fine, puramente per i benefici, sto fraintendendo il concetto e molto probabilmente perderò i vantaggi. Anche se metto in dubbio alcuni degli approcci occidentali alle antiche pratiche che sono sorte, come lo “yoga take away” che in effetti schematizzano troppo il tutto, non sono d’accordo con queste affermazioni.

Chi ha questa mentalità si comporta un po’ come da “snob della meditazione”, ovvero qualcuno che fa sembrare la pratica così lontana, complicata e piena di “fai così e cosà” che le persone si intimidiscono prima ancora di iniziare e non ci provano nemmeno, anche se magari nel frattempo hanno sborsato fior di quattrini per qualche corso.

Per quanto mi riguarda, tutto ciò che attira le persone alla consapevolezza e le porta su questa strada è una buona cosa, che si tratti di yoga con la caprette o di un ritiro di meditazione di un mese. Ma un’autentica comprensione e apprezzamento delle pratiche fondamentali si evolverà nel tempo, in semplicità. Oppure no. Per come la vedo io, non importa. Ciò che conta è il viaggio che compiamo, le azioni che ci regaliamo ogni giorno. Come in ogni cosa, gli eccessi e gli estremi non sono salutari.

La consapevolezza non è per tutti

Questa verità così semplice sembra che venga spesso taciuta dai “guru” della Mindfulness e anzi, alcuni tendono a colpevolizzare chi non riesce a ottenere determinati obiettivi. Invece potresti arrivare alla conclusione che la Mindfulness o la ricerca attiva della consapevolezza non fanno per te, per qualsiasi motivo. E questo non è un problema, non hai nulla di sbagliato e non è  certo l’unico modo per migliorare il tuo benessere.

Esistono molte alternative efficaci basate sull’evidenza che avvantaggiano la salute mentale e il cervello, ad esempio l’esercizio fisico, una vita sociale ricca di amore e serenità, i rimedi naturali o la terapia cognitivo comportamentale. La consapevolezza è solo uno tra i tanti strumenti nella nostra “cassetta degli attrezzi”. L’importante è trovare qualcosa che funzioni per te e che ti piaccia, rendendo la tua vita più appagante e piacevole.

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